Le nostre linee di riscaldatori e resistenze elettriche
Progettiamo e produciamo in Italia riscaldatori elettrici industriali, che molti conoscono come resistenze elettriche: otto linee di prodotto, tutte personalizzabili.
La linea HD è caratterizzata da elementi riscaldanti a cartuccia ad alta densità di potenza, appartenente alla generazione degli elementi in MgO compattato.
La linea HD sviluppa sino a 50 W/cm².
La linea HMC rappresenta la massima espressione dell’innovazione tecnologica nel campo degli elementi riscaldanti in ossido di magnesio compattato.
La linea HTF comprende elementi riscaldanti tubolari a sezione quadra. Per le loro caratteristiche e prestazioni si sostituiscono ai tradizionali riscaldatori corazzati a sezione circolare.
La linea HBM è composta da elementi riscaldanti a fascia con isolamento in micanite che trovano impiego nel riscaldamento dei cilindri di plastificazione delle macchine per la lavorazione delle materie plastiche.
La linea HFM è composta da elementi adatti al riscaldamento per contatto di superficie piane. Possono anche, ad esempio, essere alloggiati in cave per il riscaldamento di masse metalliche.
La linea HTA è composta da riscaldatori corazzati alettati, idonei per essere installati
in canali di ventilazione o impianti di condizionamento per il riscaldamento diretto del flusso d’aria.
La linea HES è composta da riscaldatori elettrici ultrapiatti, prodotti con uno speciale processo di
incisione chimica che consente di realizzare elementi di spessore molto sottile e particolarmente flessibili.
La linea HTL è rappresentata da elementi riscaldanti su tappo filettato o flangia per soddisfare le molteplici
esigenze di riscaldamento di sostanze liquide nel settore industriale e civile
Domande frequenti: Riscaldatori e resistenze Crei Heaters
Che differenza c'è tra riscaldatore elettrico e resistenza elettrica?
Nel linguaggio comune sono sinonimi. In senso stretto la resistenza è il filo resistivo che produce calore, mentre il riscaldatore è il componente completo, con isolamento, guaina, connessioni ed eventuale sensore di temperatura: per questo sul nostro sito parliamo di riscaldatori.
Quali tipi di riscaldatori e resistenze elettriche producete?
Otto linee: a cartuccia (HD), microtubolari (HMC), tubolari a sezione quadra (HTF), a fascia (HBM), piani (HFM), flessibili (HES), per liquidi a immersione (HTL) e per aria (HTA). A queste si aggiunge la linea standard HLS, con riscaldatori a cartuccia e microtubolari disponibili a magazzino.
Come scelgo il riscaldatore giusto per la mia applicazione?
Si parte da cosa va scaldato: un pezzo metallico in cui inserire il riscaldatore in un foro o in una cava (cartuccia, microtubolari, tubolari), una superficie o un cilindro da scaldare per contatto (piani, a fascia, flessibili), un liquido (a immersione) o un flusso d’aria (alettati). Poi contano temperatura di lavoro, spazio disponibile, potenza e tensione. Il nostro ufficio tecnico valuta questi dati e segue il progetto fino al prototipo e al test sull’impianto.
Cos'è la potenza specifica (W/cm²) e perché è importante?
È la potenza del riscaldatore divisa per la sua superficie riscaldata. Più è alta, più la guaina lavora calda, quindi va scelta in base a cosa si scalda e a come viene smaltito il calore: nei nostri riscaldatori a immersione, per esempio, è di 2 W/cm² per l’olio e di 7 W/cm² per l’acqua. Conviene non usarne più del necessario.
Si possono avere riscaldatori con sensore di temperatura incorporato?
Sì. I riscaldatori a cartuccia HD possono integrare una termocoppia J o K oppure una termoresistenza PT100 o PT1000, i microtubolari HMC una termocoppia J. I flessibili si equipaggiano con termostato, PT100 o termocoppia, i riscaldatori per liquidi con termostato, termocoppia o PT100. E poiché produciamo anche sonde di temperatura, riscaldatore e sensore arrivano dallo stesso fornitore.
Come funziona una resistenza riscaldante?
La corrente elettrica attraversa un filo resistivo che, per effetto Joule, si scalda. Nei riscaldatori a cartuccia, microtubolari e tubolari il filo è immerso in ossido di magnesio (MgO) compattato, che lo isola elettricamente e trasmette il calore alla guaina metallica; da lì il calore passa al pezzo, al liquido o all’aria da scaldare.Otto linee: a cartuccia (HD), microtubolari (HMC), tubolari a sezione quadra (HTF), a fascia (HBM), piani (HFM), flessibili (HES), per liquidi a immersione (HTL) e per aria (HTA). A queste si aggiunge la linea standard HLS, con riscaldatori a cartuccia e microtubolari disponibili a magazzino.
Perché si usa l'ossido di magnesio compattato?
Perché isola elettricamente il filo e allo stesso tempo conduce bene il calore. Compattato, porta il calore dal filo alla guaina in modo molto efficace: il filo lavora a una temperatura più bassa rispetto a un riscaldatore tradizionale e non si surriscalda, anche con prestazioni elevate. È la tecnologia delle nostre serie HD, HMC e HTF.
Di che materiale sono fatti i riscaldatori elettrici?
Dipende dalla linea. Cartuccia, microtubolari e tubolari hanno guaina in acciaio inox e isolamento in MgO; i riscaldatori a fascia e piani sono isolati in mica o in ceramica; i flessibili sono in silicone, poliestere o kapton. Per i liquidi usiamo AISI 304, 316L, 321 e Incoloy 800, e per la galvanica anche porcellana, pyrex e titanio.
Come capire se una resistenza è bruciata?
A impianto spento e scollegato, misura con un tester la resistenza tra i due terminali. Il valore atteso si ricava da R = V² / P: con 230 V e 500 W, per esempio, sono circa 106 ohm. Se lo strumento non legge alcun valore, il filo è interrotto. Con un megaohmetro si verifica anche l’isolamento tra terminali e guaina: un valore molto basso indica umidità o un guasto.
Perché un riscaldatore rimasto fermo a lungo può far scattare il differenziale?
L’ossido di magnesio che isola il filo assorbe l’umidità dell’aria. Se il riscaldatore resta a lungo in magazzino o in un ambiente umido, l’isolamento verso la guaina cala e può far intervenire il differenziale. Prima di usarlo va asciugato: contattateci per la procedura adatta al vostro riscaldatore.
Come si allunga la durata di un riscaldatore a cartuccia?
Contano soprattutto tre cose: un foro preciso e alesato, il più possibile aderente al riscaldatore, perché l’aria tra i due lo fa lavorare più caldo; una potenza specifica non più alta del necessario; un buon controllo della temperatura, per esempio con la termocoppia incorporata.
Realizzate riscaldatori su misura? In quanto tempo?
Sì: progettiamo i riscaldatori sull’applicazione del cliente. Con il Fast Service i riscaldatori a cartuccia su misura possono essere pronti in 5 giorni, e la linea standard HLS, con riscaldatori a cartuccia e microtubolari, è disponibile in pronta consegna.
Quali informazioni servono per chiedere un preventivo?
Più dati abbiamo, più la proposta è precisa: tipo di riscaldatore o applicazione, misure, potenza e tensione, temperatura di lavoro, tipo di collegamento e cavi, eventuale sensore di temperatura e quantità. Se avete un disegno, potete inviarlo a information@creiheaters.it.
Dove vengono prodotti i riscaldatori Crei?
Tutti in Italia, nel nostro unico stabilimento di Granarolo dell’Emilia, in provincia di Bologna, senza delocalizzazioni. Produciamo riscaldatori elettrici dal 1969 e abbiamo ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001 nel 2013.